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	<title>// Castelvetrano Selinunte // Scoprirla &#38; Viverla // Hotel selinunte &#187; I Love Sicilia</title>
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	<description>Portale Informativo turistico-culturale sul territorio di Castelvetrano Selinunte - Sicilia - Articoli - Strutture Turistiche - Aziende - Forum - Blog - Nocellara del Belice - Pane Nero</description>
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		<title>La lettera di Ciancimino a Berlusconi, la calligrafia è di don Vito</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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“Sono convinto che se si dovesse verificare questo evento (sia in sede giudiziaria che altrove) l&#8217;On Berlusconi metterà a disposizione una delle sue reti televisive”. La lettera letta oggi da Massimo Ciancimino ai magistrati durante la deposizione al processo Mori era stata pubblicata già quattro mesi fa da “S”, il magazine che guarda dentro la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.castelvetranoselinunte.it/la-lettera-di-ciancimino-a-berlusconi-la-calligrafia-e-quella-di-don-vito/4033/#testo"><img src="http://www.castelvetranoselinunte.it/files/vito-ciancimino.jpg" width="460" height="104" alt="ciancimino" /></a></p>
<p>“Sono convinto che se si dovesse <strong>verificare questo evento</strong> (sia in sede giudiziaria che altrove) l&#8217;On Berlusconi metterà a disposizione una delle sue reti televisive”. La lettera letta oggi da <strong>Massimo Ciancimino</strong> ai magistrati durante la deposizione al processo Mori era stata pubblicata già quattro mesi fa da “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca. </p>
<p>La lettera, pubblicata anche sul sito <a target="_blank" href="http://www.livesicilia.it">www.livesicilia.it</a> dal 23 ottobre, sarebbe una bozza inviata da Vito Ciancimino a Bernardo Provenzano: “Risale al 1993 o 1994 – ha spiegato il figlio di don Vito in aula – poi non so se la lettera fu spedita”. Nell&#8217;occasione della pubblicazione del documento, “S” aveva chiesto una <strong>perizia grafologica sul testo</strong>.<br />
<span id="more-4033"></span><br />
Da una prima analisi la grafia utilizzata era risultata compatibile con quella dell&#8217;ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino: una differenza sostanziale con l&#8217;altra lettera, acquisita agli atti del processo d&#8217;appello contro Massimo Ciancimino, per la cui paternità sono stati esclusi sia don Vito che il figlio. A differenza del messaggio precedente, inoltre, quello attribuibile al sindaco del Sacco di Palermo riporta un&#8217;indicazione precisa sulla collocazione temporale: Berlusconi viene definito “presidente del Consiglio dei Ministri”, una condizione nella quale – se si fa eccezione per gli ultimi mesi di vita di Vito Ciancimino – Berlusconi si trovò per 252 giorni, fra la primavera del 1994 e l&#8217;inverno successivo. <strong>Un periodo durante il quale don Vito si trovava in carcere.</strong></p>
<p><img src="http://www.castelvetranoselinunte.it/files/bozza-lettera-ciancimino.jpg" width="330" height="450" alt="lettera ciancimino" /></p>
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		<title>Oltre 2000 posti di lavoro in Sicilia: tutte le offerte delle imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 20:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studio & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cerca Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre 2000 posti di lavoro da scoprire, con indirizzi e recapiti telefonici delle aziende che assumono, nel prossimo numero di I love Sicilia, il mensile di stili, tendenze e consumi, che sarà in edicola a partire da venerdì primo maggio. 
I grandi numeri vengono dalla Grande distribuzione organizzata, dal mondo del turismo e dalle grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/cerco-lavoro.jpg" width="120" height="188" alt="Cerco Lavoro" class="imageframe imgalignleft" /><strong>Oltre 2000 posti di lavoro</strong> da scoprire, con indirizzi e recapiti telefonici delle aziende che assumono, nel prossimo numero di I love Sicilia, il mensile di stili, tendenze e consumi, che sarà in edicola a partire da venerdì primo maggio. </p>
<p>I grandi numeri vengono dalla <strong>Grande distribuzione organizzata</strong>, dal mondo del turismo e dalle grandi industrie del gas (Erg e Enel) che, con i progetti dei due rigassificatori siciliani, arriverebbero ad impiegare più di 700 persone, tra cantieri e impianto a regime. </p>
<p><strong>In cerca di personale</strong> anche Moncada, il gruppo siciliano dell’energia pulita, che ricerca in tutto 140 persone, di cui una ventina per ricoprire posizioni manageriali all’interno delle nuove fabbriche a Campofranco (che produrrà pannelli fotovoltaici) e Porto Empedoche (per turbine eoliche).<br />
<span id="more-2632"></span><br />
In questo numero anche un servizio sugli investimenti milionari che il golf sta muovendo in Sicilia: 150 milioni di euro per la realizzazione del Verdura Golf Resort di Sciacca, che aprirà i battenti il prossimo 29 maggio; 97 milioni per il San Leonardo di Siracusa e il Taormina golf resort;  55 milioni per il Kempinski  Hotel Giardino di Costanza di Mazara del Vallo. Di tutti e quattro, I love Sicilia mostra, in anteprima, le immagini delle nuove strutture che puntano ad <strong>attrarre nell&#8217;Isola i golfisti di mezzo mondo</strong>.</p>
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<p>Tra gli altri servizi, un viaggio nella Catania di Alfio Garozzo, che racconta la città attraverso i suoi scatti, le interviste a Nico Torrisi, neopresidente di Federalberghi Sicilia, e a Francesco Faranda, l&#8217;imprenditore che ha rilevato lo stabilimento della <strong>Birra Messina</strong>, marchio che la sua famiglia cedette alla Heineken negli anni &#8216;80. </p>
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		<title>Ingroia sul carcere duro: riapertura di Pianosa ed Asinara</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 13:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere Duro]]></category>
		<category><![CDATA[Ingroia]]></category>
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		<description><![CDATA[“Non tutti sanno che, nello stesso momento in cui si discute di sovraffollamento delle carceri e dell’insufficienza del tempo a disposizione per costruire nuove carceri, vi sono alcuni edifici penitenziari di particolare efficienza del tutto inutilizzati. 
È il caso delle supercarceri di Pianosa e dell’Asinara, vera spina nel fianco di Cosa Nostra all’epoca dell’introduzione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/carceri-siciliani.jpg" width="110" height="174" alt="Carceri" class="imageframe" />“Non tutti sanno che, nello stesso momento in cui si discute di <strong>sovraffollamento delle carceri</strong> e dell’insufficienza del tempo a disposizione per costruire nuove carceri, vi sono alcuni edifici penitenziari di particolare efficienza del tutto inutilizzati. </p>
<p>È il caso delle supercarceri di Pianosa e dell’Asinara, vera spina nel fianco di Cosa Nostra all’epoca dell’introduzione del regime duro per i detenuti mafiosi. Sono dieci anni, ormai, che quei carceri sono stati chiusi e rimangono inutilizzati. Non sarebbe allora giunto il momento di <strong>pensare alla riapertura</strong> di quelle strutture, in modo da restituire efficienza al <strong>regime del 41 bis</strong>, a ridurre il sovraffollamento delle carceri liberando quelle del continente dai mafiosi più pericolosi?”.<br />
<span id="more-2110"></span><br />
Lo dice il procuratore aggiunto di Palermo, <strong>Antonio Ingroia</strong>, nell&#8217;articolo che sarà pubblicato nel prossimo numero di “I love Sicilia”, il mensile di stili, tendenze e consumi in edicola da venerdì 19 dicembre: “In passato – continua Ingroia – il carcere per i mafiosi non era un luogo di afflizione, bensì territorio ove i boss esercitavano il proprio potere in modo incontrastato. </p>
<p>Erano i tempi della carcerazione &#8216;in pantofole&#8217;. Non a caso il carcere di Palermo era detto il &#8216;Grand Hotel Ucciardone&#8217;, grazie ai menu a base di aragoste e champagne che i boss riuscivano a farsi recapitare nelle loro celle, ove tenevano vere e proprie riunioni di mafia. Soltanto a prezzo delle stragi del ’92 il vento e la normativa cambiò, così producendo il 41 bis e il trasferimento dei boss in quei supercarceri. Oggi il 41 bis è il fantasma di se stesso e quelle strutture sono chiuse, mentre le altre carceri scoppiano. È forse il momento di invertire la tendenza”.</p>
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		<title>L&#8217;Antica Focacceria di Palermo è in crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 10:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vincenzo Conticello rivela la sue perplessità sul futuro della sua attività e si sfoga sul sito www.ilovesicilia.info : “Non ce la faccio più. 
Ho il personale in cassa integrazione, siamo in difficoltà”. In un’intervista esclusiva sul sito del quotidiano online di I love Sicilia l’imprenditore palermitano confida che il suo esercizio commerciale è in crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/antica-focacceria.jpg" width="110" height="164" alt="Antica focacceria San Francesco" class="imageframe" />Vincenzo Conticello rivela la sue perplessità sul futuro della sua attività e si sfoga sul sito <a target="_blank" href="http://www.ilovesicilia.info">www.ilovesicilia.info</a> : “Non ce la faccio più. </p>
<p>Ho il personale in cassa integrazione, siamo in difficoltà”. In un’intervista esclusiva sul sito del quotidiano online di I love Sicilia l’imprenditore palermitano confida che il suo esercizio commerciale è <strong>in crisi profonda</strong>. “Nessuno – prosegue con un filo di ironia Conticello – mi ha mai contestato la qualità del servizio o dei cibi. Allora, faccio uno più uno o lo faccio fare agli altri.<br />
<span id="more-2090"></span><br />
La gente mi volta le spalle perché sono un personaggio scomodo? Non lo so, ditelo voi. Io posso solo ragionare. Una cosa è certa: dal primo di dicembre il venti per cento del mio personale è in cassa integrazione. Chiusura? Vendita? Chissà”. Conticello rivela sul sito www.ilovesicilia.info i retroscena di un momento di difficoltà che potrebbe portare alla chiusura di uno dei gioielli enogastronomici di Palermo, divenuto luogo simbolo anche della rivolta degli imprenditori al racket.</p>
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		<title>Diego Cammarata ed il mistero svelato dell&#8217;agenda Dieguito</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 10:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diego Cammarata]]></category>
		<category><![CDATA[Dieguito]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, in un&#8217;intervista video esclusiva rilasciata al sito www.ilovesicilia.info commenta i passaggi più gustosi dell&#8217;agenda Dieguito e da lì passa alle questioni più serie della sua amministrazione: le targhe alterne, la politica e altro. 
L&#8217;agenda Dieguito è il tormentone che ha caratterizzato per settimane il sito di “I Love Sicilia”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/diego-cammarata.jpg" width="109" height="155" alt="Diego Cammarata" class="imageframe" />Il sindaco di Palermo, <strong>Diego Cammarata</strong>, in un&#8217;intervista video esclusiva rilasciata al sito <a target="_blank" href="http://www.ilovesicilia.info">www.ilovesicilia.info</a> commenta i passaggi più gustosi <strong>dell&#8217;agenda Dieguito</strong> e da lì passa alle questioni più serie della sua amministrazione: le targhe alterne, la politica e altro. </p>
<p>L&#8217;agenda Dieguito è il tormentone che ha caratterizzato per settimane il sito di “I Love Sicilia”. Uno scherzo che partiva dall&#8217;idea di immaginare e pubblicare <strong>l&#8217;agenda finta di un politico vero</strong>, in questo caso il sindaco di Palermo. Alla fine dell&#8217;intervista il colpo di scena: all&#8217;<strong>isola dei famosi</strong>, il sindaco per chi ha votato?</p>
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		<title>Viaggio fra le centinaia di notai in Sicilia, la casta più ricca d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 13:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Oscuri scriba o elemento essenziale nel nostro ordinamento giurisprudenziale? Chi sono veramente i notai? C’è chi li accusa di essere una lobby, chi parla d’invidie di classe e chi di nepotismo. Qual è la loro funzione? 
I love Sicilia &#8211; il mensile di stili, tendenze e consumi, in edicola da venerdì 31 ottobre – ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/notai-siciliani.jpg" width="110" height="178" alt="Casta Notai Sicilia" class="imageframe" />Oscuri scriba o elemento essenziale nel nostro ordinamento giurisprudenziale? <strong>Chi sono veramente i notai?</strong> C’è chi li accusa di essere una lobby, chi parla d’invidie di classe e chi di nepotismo. Qual è la loro funzione? </p>
<p><strong>I love Sicilia</strong> &#8211; il mensile di stili, tendenze e consumi, in edicola da venerdì 31 ottobre – ha fatto un viaggio nel mondo dorato dei pubblici ufficiali con timbro e sigillo raccontandone le storie e mostrandone i volti.  Presi spesso di mira per i loro lauti guadagni, sono in tanti quelli che <strong>gridano allo scandalo</strong>, definendoli una casta chiusa alla quale si accede più che altro per meriti familiari.<br />
<span id="more-1927"></span><br />
I notai dal canto loro si difendono: “Solo il 17,5% dei professionisti è figlio di un notaio”. Pochi, molti? Dipende dai punti di vista. Ma perché così poco amore verso una categoria che, dati alla mano, garantisce ai propri clienti una percentuale minima di contenziosi rispetto, ad esempio, ai Paesi in cui vige il diritto anglosassone? Forse una risposta c&#8217;è: il tentativo di questi quasi cinquemila custodi del sacro codice (di cui 393 in Sicilia), di mantenere serrata la piccolissima casta alla quale appartengono, che, per inciso, si colloca ai vertici del reddito dichiarato ai fini fiscali. Basti pensare che la media, in Italia, delle loro dichiarazioni al fisco è di 428.328,88 euro all’anno. </p>
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<p>E la Sicilia in questa media si inserisce a testa alta. Da registrare, poi, una inversione di tendenza: sono sempre di più, infatti, le donne che scelgono la professione notarile. E in questa avanzata rosa la Sicilia fa la parte del leone con 117 “notaie” in portafoglio sulle 1.237 presenti di tutt’Italia. Prima dell’Isola solo la Lombardia (207) e il Lazio (148).<br />
In questo numero anche una conversazione col presidente Vito Riggio, presidente dell&#8217;Ente nazionale dell&#8217;aviazione civile che racconta della sua paura di volare, un&#8217;intervista al tenore Pietro Ballo che racconta della sua rinascita dopo una malattia che gli ha impedito di cantare per anni e una esclusiva galleria fotografica del ministro per l&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo. </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ciancimino, ecco i documenti che provano le spese folli del figlio</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 14:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ciancimino]]></category>
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		<category><![CDATA[Vito Ciancimino]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul conto Mignon, intestato all&#8217;avvocato di don Vito Ciancimino, Giorgio Ghiron, c&#8217;erano movimenti a diversi zeri. Dalle carte di credito riconducibili al figlio dell&#8217;ex sindaco di Palermo, Massimo, ogni mese partivano inoltre pagamenti per trentamila euro. 
I documenti che ricostruiscono il vorticoso giro di denaro che si muoveva intorno alla famiglia Ciancimino saranno pubblicati nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/vito-ciancimino.gif" width="110" height="165" alt="Vito Ciancimino" class="imageframe" />Sul conto Mignon, intestato all&#8217;avvocato di don <strong>Vito Ciancimino</strong>, Giorgio Ghiron, c&#8217;erano movimenti a diversi zeri. Dalle carte di credito riconducibili al figlio dell&#8217;ex sindaco di Palermo, Massimo, ogni mese partivano inoltre <strong>pagamenti per trentamila euro</strong>. </p>
<p>I documenti che ricostruiscono il vorticoso giro di denaro che si muoveva intorno alla famiglia Ciancimino saranno pubblicati nel prossimo numero del mensile “S”, in edicola dal 25 ottobre, che alla “caccia al tesoro” di “don Vito” dedica la copertina. Ma lui, <strong>Massimo Ciancimino</strong>, si difende. In un&#8217;intervista esclusiva ribadisce: “Grandi tesori non ce n’è. Mio padre ci ha lasciato <strong>solo un conto corrente</strong>. Certo mio padre ci aveva procurato grandi vantaggi, ma anche tanti svantaggi per il cognome che portiamo”.<br />
<span id="more-1901"></span><br />
Poi, però, fa le prime ammissioni: “Chi mi accusa dice che c’era sproporzione tra i miei introiti da venditore di mobili e il mio tenore di vita? Può anche avere ragione. Davanti ai magistrati ho ammesso la partecipazione indiretta di mio padre nella società del metano. Una parte è mia. Mi spettavano 5 milioni e mezzo di euro”.</p>
<p>Il figlio del sindaco del Sacco di Palermo, che sta collaborando con i magistrati, ha fornito una versione inedita sulla trattativa mafia-Stato: secondo lui i contatti sarebbero iniziati prima della strage di via D&#8217;Amelio. E proprio sulla stagione delle stragi, nel nuovo numero di “S” arriva una proposta del procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia: &#8220;In un Paese come il nostro, ove vengono costituite Commissioni parlamentari d’inchiesta ad ogni piè sospinto – ricorda -, non si è mai pensato ad una Commissione d’inchiesta parlamentare ad hoc sulla stagione stragista del ’92-’93. Dimenticare quegli anni sarebbe condannarci ad un futuro meno libero e consapevole&#8221;.</p>
<p><strong>BIOGRAFIA DI VITO CIANCIMINO</strong></p>
<p>Vito Calogero Ciancimino (Corleone, 10 marzo 1924 – Roma, 19 novembre 2002) è stato un criminale e politico italiano, appartenente alla Democrazia Cristiana e facente parte di Cosa Nostra.</p>
<p>Figlio di un barbiere di Corleone, si diplomò ragioniere nel 1943 e ricoprì, nella città di Palermo, la carica di assessore comunale ai lavori pubblici dal 1959 al 1964. In questo periodo egli non si oppose al cosiddetto &#8220;sacco di Palermo&#8221;, una speculazione edilizia che vide le ville liberty della città far posto ad enormi palazzi.</p>
<p>Eletto sindaco di Palermo per la Democrazia Cristiana nel 1970, era insieme al suo predecessore Salvo Lima, il leader siciliano della corrente politica &#8220;Primavera&#8221;, guidata a livello nazionale da Giulio Andreotti.</p>
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<p>Durante gli anni della speculazione edilizia palermitana, sotto il sindaco Ciancimino, venne emesso il numero record di licenze edilizie, gestite dalla mafia di Corleone ma che risultavano intestate invece a tre persone nullatenenti (cosiddetti prestanome).</p>
<p>Nel 1984 il pentito Tommaso Buscetta lo definisce &#8220;organico&#8221; alla cosca dei corleonesi: nello stesso anno Ciancimino viene arrestato, e nel 2001 sarà condannato a tredici anni di reclusione per favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa. Nel 1985 la DC lo espulse dal partito, e pochi giorni prima che morisse, il comune di Palermo gli presentò una ingente richiesta di risarcimento, pari a 150 milioni di euro, per danni arrecati all&#8217;amministrazione comunali: di questi l&#8217;ex politico ne consegnò solo sette.</p>
<p>Vito Ciancimino rappresenta la pagina più nera per l&#8217;amministrazione comunale di Palermo. I magistrati che indagarono su di lui lo definiranno &#8220;la più esplicita infiltrazione della mafia nell&#8217;amministrazione pubblica&#8221;. [1]</p>
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		<title>“Basta decisioni dall&#8217;alto”, a Selinunte il vertice dei delusi del PDL</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 16:45:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sostiene di non voler aprire una fronda, ma poi attacca: “Gli ordini arrivano per sms”. 
L&#8217;ex presidente dell&#8217;Ars Nicola Cristaldi chiama a raccolta gli scontenti del Pdl per una tre giorni che si terrà a Selinunte dal 12 al 14 settembre e vedrà, fra gli altri, la partecipazione di Mario Landolfi, Alberto Menia, Pasquale Viespoli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/nicola_cristaldi_selinunte.jpg" width="110" height="152" alt="Nicola Cristaldi PDL Selinunte" class="imageframe" />Sostiene di non voler <strong>aprire una fronda</strong>, ma poi attacca: “Gli ordini arrivano per sms”. </p>
<p>L&#8217;ex presidente dell&#8217;Ars <strong>Nicola Cristaldi</strong> chiama a raccolta gli scontenti del Pdl per una tre giorni che si terrà <strong>a Selinunte dal 12 al 14 settembre</strong> e vedrà, fra gli altri, la partecipazione di Mario Landolfi, Alberto Menia, Pasquale Viespoli, Renato Farina, Fabio Granata, Gennaro Malgieri, Maurizio Leo, Souad Sbai, Barbara Saltamartini, Adriana Poli Bortone, Santo Versace, Umberto Scapagnini e Tonino D&#8217;Alì. </p>
<p>Obiettivo: <strong>ridisegnare il partito unico</strong>, “un processo irreversibile che però non può essere legato solo a decisioni verticistiche”.<br />
<span id="more-1693"></span><br />
<strong>Insomma, non sarà la base di partenza per abbandonare il partito.</strong><br />
“Il partito unico dovrà essere per la società italiana un punto di riferimento non solo politico-elettorale. Bisogna occupare lo spazio occupato decenni addietro dalla Democrazia cristiana nella società italiana. È evidente che un partito così concepito non può essere costruito dal vertice: dev&#8217;essere il risultato di una sinergia fra coloro che contribuiscono a questo processo”.</p>
<p><strong>Cosa chiedete in particolare?</strong><br />
“Preliminarmente noi sosteniamo il governo, la maggioranza e sosteniamo a viva forza l&#8217;idea di Berlusconi e Fini di far nascere questo nuovo soggetto. Contestiamo il metodo: il partito non sta ascoltando quella che un tempo sarebbe stata chiamata &#8216;la base&#8217;, un esercito di consiglieri comunali, assessori, sindaci. Naturalmente la nostra azione non è una contestazione ma un suggerimento”.<br />
<strong>Che per lo più arriva da destra, da Alleanza nazionale.</strong><br />
“Non è vero. Ci sono esponenti di An come di Fi. Verranno Dore Misuraca, D&#8217;Alì, Santo Versace, Renato Farina. Ma d&#8217;altro canto, lo riperto: non c&#8217;è una vena polemica se non quella legata alla costruzione del nostro partito. Quello che faremo a Selinunte avrebbe dovuto farlo qualcun altro”.<br />
<strong>Ma lei ha detto che aspirate a essere la nuova Dc. Non c&#8217;è una contraddizione con la sua cultura politica di destra?</strong><br />
“No. Nel frattempo la società italiana è andata avanti e l&#8217;evoluzione dei partiti deve seguirla. La stessa Dc, parlo di quella che ricostruì l&#8217;Italia, non certo quella degli ultimi anni, rappresentava diverse componenti della società. E poi ci sono alcune linee guida che condividiamo tutti: l&#8217;anticomunismo, la libertà d&#8217;impresa e dell&#8217;individuo, uno Stato che non occupa l&#8217;economia e la società”.<br />
<strong>Il Pdl non è in discussione.</strong><br />
“No, d&#8217;altro canto non si può contestare un processo irreversibile. Contestiamo però chi come Gasparri ha dichiarato che facciamo quest&#8217;operazione per occupare poltrone. Le poltrone le ha occupate lui, finora”.</p>
<p><strong>Claudio Reale</strong><br />
per ilovesicilia.info</p>
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		<title>Scoprire le logge deviate è stato il mio peccato originale</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 14:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da capo della squadra mobile a comandante dei vigili urbani di Termini Imerese. 
La parabola è quella di Saverio Montalbano: il poliziotto che fece luce sulle logge massoniche deviate di Trapani a metà degli anni &#8216;80 e che portò all&#8217;inchiesta “Iside” si confessa in un&#8217;intervista che sarà pubblicata sul nuovo numero del mensile “S”, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/massoneria.thumbnail.gif" width="170" height="171" alt="massoneria Saverio Montalbano" class="imageframe" />Da capo della squadra mobile a comandante dei vigili urbani di Termini Imerese. </p>
<p>La parabola è quella di <strong>Saverio Montalbano</strong>: il poliziotto che fece luce sulle logge massoniche deviate di Trapani a metà degli anni &#8216;80 e che portò all&#8217;inchiesta “Iside” si confessa in un&#8217;intervista che sarà pubblicata sul nuovo numero del mensile “S”, <strong>in edicola da sabato 26 luglio</strong></p>
<p>“Scoperchiare quella pentola – dice &#8211; è una sorta di peccato originale che mi porto appresso. Ma non ho nessun rimpianto. <strong>Rifarei tutto daccapo</strong>”.<br />
<span id="more-1548"></span><br />
Proprio dai vigili urbani era partita la sua indagine: gli chiesero di verificare la regolarità di un concorso e fu così che si ritrovò nella sede dell&#8217;associazione Scontrino. “Nello sgabuzzino – spiega Montalbano &#8211; trovammo dei mantelli e una serie consistente di foto che ritraevano alcuni personaggi noti. Tra queste c’era quella di un avvocato catanese che si spostava a Trapani per partecipare ad alcuni convegni. Si diceva che fosse molto vicino al leader libico Gheddafi”. Ma non solo: furono ritrovati anche riferimenti all&#8217;attentato a Papa Giovanni Paolo II, foto di Aldo Moro, collegamenti con la strage di Pizzo Lungo.</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo la massoneria deviata, portata alla luce anche con la recente indagine sul rallentamento dei processi in Cassazione: “S” pubblica un&#8217;inchiesta sulla massoneria che opera alla luce del sole in Sicilia, un&#8217;organizzazione che nell&#8217;Isola conta 120 logge e oltre 2.000 iscritti. Una radiografia completa, con l&#8217;indicazione dei rituali massonici e un&#8217;intervista ai leader siciliani delle due “obbedienze” più radicate, il Grande oriente d&#8217;Italia e la Gran loggia d&#8217;Italia. </p>
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		<title>Verso la privatizzazione di Agrigento, Segesta e Selinunte</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 12:45:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali in Sicilia dobbiamo affidare a un privato di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent&#8217;anni. Penso ad esempio alla Valle dei Templi o al teatro greco di Siracusa”. 
La proposta è dell&#8217;assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana Antonello Antinoro, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/antonello-antinoro.jpg" width="110" height="146" alt="Antonello Antinoro - Regione Sicilia" class="imageframe" />“Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali in Sicilia dobbiamo <strong>affidare a un privato</strong> di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent&#8217;anni. Penso ad esempio alla Valle dei Templi o al teatro greco di Siracusa”. </p>
<p>La proposta è dell&#8217;assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana <strong>Antonello Antinoro</strong>, che ha anticipato il suo piano in esclusiva al sito www.ilovesicilia.info “In cambio – annuncia Antinoro – i privati dovranno garantirci un <strong>canone fisso e alcune opere da realizzare</strong> nell&#8217;indotto. Penso alle strade o a un certo numero di alberghi. Nel caso della Valle dei Templi potremmo chiedere ai privati di migliorare la Palermo-Agrigento e un eliporto”.<br />
<span id="more-1482"></span><br />
L&#8217;idea sarà contenuta in una relazione che l&#8217;esponente dell&#8217;Udc proporrà alla giunta Lombardo: “L&#8217;elenco di siti dovrà essere concordato con l&#8217;assessorato regionale al Turismo – anticipa l&#8217;assessore regionale ai Beni culturali – ma sicuramente potrebbero essere inseriti il teatro antico di Taormina, Selinunte o la Cappella Palatina. Ma non solo: potremmo affidare anche gruppi di opere in cambio della realizzazione di un museo per ospitarle in Sicilia”. Il concessionario-tipo, per il titolare dei Beni culturali nel governo Lombardo, è “un&#8217;istituzione culturale di livello internazionale. Un soggetto da scegliere con un&#8217;attenta ricerca di mercato. Alla fin fine – specifica Antinoro – sarebbe solo un passo in più rispetto a quello che si fa oggi: già adesso nei nostri siti principali ci sono già privati che offrono servizi”.</p>
<p>L&#8217;intervista completa al seguente indirizzo:<br />
<a href="http://www.ilove-sicilia.it/ils/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=381&#038;Itemid=136">www.ilove-sicilia.it</a></p>
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		<title>Le prime dichiarazioni di Vittorio Sgarbi, Sindaco di Salemi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 22:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Niente nuovi impianti eolici che deturpano il paesaggio. Chi pensa di installarne di nuovi nel territorio di Salemi può cominciare a pensare di metterseli in quel posto&#8221;. 
Queste le prime dichiarazioni da sindaco di Salemi di Vittorio Sgarbi al sito www.ilovesicilia.info. Una dichiarazione choc che rischia di sollevare un vespaio di reazioni in una zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/sgarbi.thumbnail.jpg" width="110" height="143" alt="VIttorio Sgarbi - Sindaco di Salemi" class="imageframe" />&#8220;Niente nuovi impianti eolici che deturpano il paesaggio. Chi pensa di installarne di nuovi nel territorio di Salemi può cominciare a pensare di metterseli in quel posto&#8221;. </p>
<p>Queste le prime dichiarazioni da sindaco di Salemi di <strong>Vittorio Sgarbi </strong>al sito www.ilovesicilia.info. Una dichiarazione choc che rischia di sollevare un vespaio di reazioni in una zona della Sicilia in cui negli ultimi anni sono stati tanti gli investimenti nel settore dell&#8217;energia eolica. </p>
<p>L’ex assessore alla Cultura del Comune di Milano si era fermato al 39 per cento, adesso è il primo cittadino della cittadina trapanese in virtù della vittoria al ballottaggio contro il candidato del Pd <strong>Alberto Scuderi</strong>. &#8220;Farò di tutto perché non vengano più installate quelle <strong>terribili pale eoliche</strong> che tanto rovinano il paesaggio &#8211; dice Sgarbi nell&#8217;intervista -. Dovranno passare sopra di me per installarne di altre. Chi ne vorrà di altre cominci a pensare di infilarserle in quel posto… Mi sembra &#8211; aggiunge il critico d&#8217;arte &#8211; che adesso la cosa fondamentale sia restituire a Salemi la dignità della sua storia, della sua civiltà, della sua economia&#8221;. </p>
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		<title>“Io, prete innamorato di un uomo” l&#8217;inchiesta di I Love Sicilia</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 19:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>I Love Sicilia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Quando mi sono innamorato di un altro uomo ho dovuto mettere in discussione la mia identità sessuale e di prete. È stato un periodo molto travagliato, dal quale sono uscito grazie all’aiuto di un padre spirituale molto valido e di una brava psicologa. È grazie a loro se oggi sono ancora prete, nel pieno rispetto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/preti-gay.thumbnail.jpg" width="110" height="146" alt="prete gay" class="imageframe" />“Quando mi sono innamorato di un altro uomo ho dovuto mettere in discussione la mia <strong>identità sessuale</strong> e di prete. È stato un periodo molto travagliato, dal quale sono uscito grazie all’aiuto di un padre spirituale molto valido e di una brava psicologa. È grazie a loro se oggi sono ancora prete, nel pieno rispetto, s’intende, del <strong>voto di castità</strong>”. </p>
<p>Questa la “confessione” di un sacerdote dell&#8217;entroterra occidentale siciliano, pubblicata dal mensile <strong>I love Sicilia</strong>, che nel numero in edicola dal 27 giugno dedica la copertina a un&#8217;ampia inchiesta sul mondo omosessuale nell&#8217;Isola.<br />
<span id="more-1429"></span><br />
Il prete, che preferisce mantenere l&#8217;anonimato (“perché se dico chi sono, il parroco non me lo fanno più fare”) racconta di essere diventato consapevole del proprio orientamento sessuale intorno ai quarant’anni. Il sacerdote è tra i firmatari della lettera che il 24 dicembre del 2005 fu pubblicata da Adista (l’Agenzia d’informazione sul mondo cattolico e le realtà religiose) in risposta al documento del Vaticano che chiudeva le porte dei seminari ai gay. A firmare la lettera – chiedendo di mantenere l’anonimato per evitare ritorsioni – furono trentanove preti: 26 diocesani e 13 religiosi, provenienti da tutta Italia.</p>
<p>Nell&#8217;inchiesta di I love Sicilia anche un viaggio nei luoghi di ritrovo della comunità omosessuale siciliana, dall&#8217;Exit di Palermo al Pegaso&#8217;s e alle Terme di Achille di Catania, i luoghi di ospitalità a Siracusa, le attività dell&#8217;Arcigay nelle altre province dell&#8217;Isola, i racconti degli attivisti delle comunità omosessuali sulle battaglie contro omofobia e discriminazione. E ancora, le testimonianze raccolte dall&#8217;Agedo, l&#8217;associazione dei genitori di omosessuali, e il programma del Gay pride di Catania, in programma dal 3 al 6 luglio. </p>
<p><a target="_blank" href="http://www.ilove-sicilia.it/">I Love Sicilia</a></p>
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