Da più di vent’anni, molti lamentano la scomparsa del giornalismo d’inchiesta. Altri invece sostengono che si è modernizzato al punto da non essere più riconoscibile.
Può darsi che il Giornale di Sicilia sposi la seconda tesi, dedicando all’inchiesta un bel pò di articoli usciti durante l’estate. E proprio per evitare che il lettore possa non riconoscerne le nuove moderni forme, i titoli hanno una sorta di occhiello con caratteri bianchi su striscia nera in cui è scritto: “LA NOSTRA INCHIESTA”.
Un’evoluzione progressista dell’indagine giornalistica, non più fatta di coraggiosi contenuti a rischio di querela, croce e delizia degli editori, ma di paginoni con maxi foto che rendono omaggio a dei grossi industriali con tanto di biografia e di intervista scendiletto.Sono cose che capitano quando l’inchiesta è sulla crisi e la libera impresa.
Ecco qualche contenuto dal Giornale di Sicilia del 28 luglio scorso:
“Libera impresa e mocassini: ecco i Della Valle”;
“Un’azienda ereditata dal padre e che Della Valle ha imposto nei mercati di tutto il mondo”; “Mister Tod’s e l’impero costruito sui mocassini”;
“Diego Della Valle, figlio d’arte che segue le orme del padre Dorino e del nonno Filippo. I suoi mocassini, studiati anatomicamente, con le pelli migliori, le cuciture fatte a mano, accompagnano le reali passeggiate di Juan Carlos di Borbone come le apparizioni a Villar Perosa dell’avvocato Gianni Agnelli.”
Uno stile nuovo, quasi da Mediashopping ma pur sempre coraggioso.
L’articolo (d’inchiesta) comincia col paragonare Diego Della Valle a Diego Maradona, perchè sempre di piedi (buoni) si tratta, con la differenza che il “pibe de oro” li ha usati per incantare il mondo con le sue prodezze, mentre il nuovo Diego per “conquistarlo – scrive Nino Sunseri – e inventare uno dei più straordinari (tanto da essere analizzato nelle business school) casi di successo industriale che l’Italia abbia generato negli ultimi decenni“.
Insomma dal “pibe de oro” al “pibe de cuoio“.
E dopo essersi impegnato in un’imbarazzante ed ipercelebrativa biografia, il giornalista (d’inchiesta) chiude la sua coraggiosa indagine chiedendosi se Diego riuscirà a mantenere il sorriso sulle labbra anche inoltrandosi nei tortuosi meandri del potere. Non mancano poi le foto di grande formato che riproducono in una pagina l’attrice americana Sienna Miller, nuova testimonial di Tod’s e nell’altra alcuni modelli di mocassino.
Dall’intervista scendiletto invece, a parte domande del tipo “Avete presentato dei conti trimestrali molto soddisfacenti: che previsioni fate per il resto dell’anno?”, emergono anche le richieste allo Stato, col “pibe de cuoio” che chiede “meno burocrazia, una detassazione degli utili e incentivi alla ricerca“. Anche perchè non ha certo dimenticato l’accusa di associazione a delinquere per frode sportiva durante la direzione della Fiorentina. Sarà stato anche quello un problema di burocrazia?
Ma in questa coraggiosissima inchiestona non ci sono soltanto i Della Valle. E’una sorta di indagine a puntate, in più uscite, che ogni tanto magnifica le gesta del magnate di turno che alla fine dice la sua su come uscire dalla recessione.E allora, tra i personaggi illustri dell’imprenditoria nazionale, protagonisti di queste celebrazioni a doppia pagina, troviamo anche:
Emma Marcegaglia, la cui azienda di famiglia ha patteggiato 500 mila euro, più 250 mila euro di confisca per una tangente di 1 milione e 158 mila euro pagata a Lorenzo Marzocchi di EniPower e sotto inchiesta per 17 conti bancari ritrovati in Svizzera dalla magistratura milanese. Oggi alla presidenza di Confindustria, dice candidamente al Giornale di Sicilia: “Per il rilancio del sud occorre più impegno sul fronte della legalità“;
Leonardo del Vecchio, condannato in primo grado, a pagare più di 20 milioni di euro per frode fiscale, dice invece di non aver “mai voluto scendere sul terreno dei rapporti con la politica“;
Edoardo Garrone, presidente della Erg. Un nome legato al petrolio e all’energia, ma anche allo scandalo Isab, fatto di tangenti per oltre 3 miliardi di lire nel 73, per ottenere celermente le autorizzazioni a costruire l’omonima raffineria. Oggi, memore dei guai del nonno, dice: “Possiamo fare di più per questa terra ma ci scontriamo con una burocrazia lenta“.
Che sia questo il nuovo volto dell’inchiesta? Un mix tra pubblicità e richieste allo Stato da parte di grandi imprenditori?
Egidio Morici
www.500firme.it


Non ho parole. QUesta si chiama pubblicità e ce la spacciano per informazione. Per di più di inchiesta. Povera Sicilia!!!
ma perchè il Giornale di Sicilia non è un rotocalco??
Se penso alla cronaca castelvetranese e ai suoi “giornalisti” forse non si può degnare nemmeno di essere chiamato rotocalco…..
ma forse ha ragione chi dice: “chistu semu e chistu ni meritamu”…
anche se poi penso a che scrive su questo sito o ad alcuni giornalisti di “La Sicilia” e “I Love Sicilia” e un pò mi tiro su….
cos’hai da dire contro il gds?leggiti riviste per cani caro egidio
di sicuro quelle sono scritte meglio….
e non coprono le misfatte dei “potenti” di turno e non pubblicano notizie del tipo : ” i ragazzi dell 5C del liceo scientifico di c/vetrano si riuniscono dopo 30 anni”
il mio cane è intelligente, fa i bisognini sull’unità e sulle pagine economiche…