Il gip del Tribunale di Trapani ha disposto il divieto di dimora a Castelvetrano per l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, indagato nel blitz “Artemisia”: l’ex politico venne arrestato il 21 marzo dello scorso anno assieme ad altre 27 persone, che nel giro di poche settimane tornarono in libertà su disposizione del Riesame. Da gennaio Lo Sciuto era tornato agli arresti domiciliari, modificati dal gip Caterina Brignone in una misura meno afflittiva come il divieto di dimora, disponendo anche «l’interdizione alle attivita», contro cui i suoi legali hanno presentato ricorso.

Recentemente i pubblici ministeri della Procura di Trapani (procuratore aggiunto Maurizio Agnello, sostituti procuratore Sara Morri e Francesca Urbani) hanno chiesto al gup il rinvio a giudizio per lui e altre 18 persone. L’ex politico – già componente della Commissione regionale antimafia – è l’unico degli indagati a essere ancora sottoposto a misura cautelare.

Gli indagati sono accusati a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio e associazione a delinquere; a proposito della violazione della legge Anselmi, la loggia segreta sarebbe stata finalizzata a interferire con la pubblica amministrazione. In seguito agli arresti è nata anche l’indagine “Artemisia Bis”, con altri 28 indagati, tra cui medici e i componenti della Commissione medica dell’Inps per il riconoscimento delle invalidità.

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