“La riserva dello Zingaro è andata in fumo. L’incendio che ha interessato una delle più belle riserve naturali della Sicilia si è spento da solo soltanto perché non c’era più nulla da bruciare”.
E’ quanto denuncia Matteo Rizzo, sindaco di San Vito Lo Capo riguardo il rogo che ha interessato l’area protetta ma anche diverse località del Trapanese come Macari, Castelluzzo, Custonaci e Castellammare del Golfo.
“Siamo rimasti soli a fronteggiare l’emergenza con i Vigili del fuoco, il personale della Protezione civile e della Forestale cui va il mio plauso – continua il primo cittadino -. Non sono intervenuti i mezzi Canadair, né i mezzi aerei, gli unici che avrebbero potuto fermare le fiamme.
Le nostre richieste sono cadute nel vuoto. Mi rendo conto che domenica in Sicilia c’erano numerosi incendi e che la situazione era piuttosto seria, ma è inconcepibile che una delle più belle riserve della Sicilia, oltre che la più antica, vada in fumo senza che si alzi un dito”.
“Grazie ai preziosi interventi delle forze locali che ringrazio personalmente – conclude Rizzo – la popolazione di Macari e Castelluzzo non ha subito alcun danno ed è già rientrata nelle proprie abitazioni così come i turisti del villaggio Calampiso, anch’essi evacuati a scopo precauzionale”.
Angela Abbate
Ufficio Stampa – Comune di San Vito Lo Capo
conosco benissimo quelle zone! Fino all’anno scorso ho contribuito pure io per difenderle dai piromani. Purtroppo hanno vinto loro…….
Solo non ho capito qual’era il premio in gioco!!!!
Sono queste le cose che mi fanno riflettere se continuare o mollare tutto………….
Io non so quanti forestali ci sono nella zona, ma quelli che ci sono cosa hanno fatto?
Cosa faranno ora che non esiste piu la foresta: licenziarli in tronco, questo farei io, e se si trova chi ha provocato questo incendio gli darei la pena piú alta che esiste perché ha ucciso una parte della natura.
VERGOGNA per tutti coloro che governano questa provincia e si rendono complici di questi scempi non reagendo con durezza in queste occasioni.
Questo è parlar chiaro! Anzi è stato educatissimo!
a volte come in questo caso mi vergogno di essere siciliana
Abbiamo più forestali noi in Sicilia che in Canadà!!!
Dove sono le foreste in Sicilia???
Tutti a casa! mangia pane a tradimento
lu pisci feti di la testa,semprEEE!!!!
i forestali sono operai,come tali fanno (o non fanno) quel che dall’alto viene loro comandato e/o permesso
la malapolitica sicula ha tutte le colpe,primo fra tutte quella di esistere,dovremmo chiedere l’annessione all’olanda o al veneto,vedremmo allora fiorire la sicilia
d’altrocanto siamo abituati a non amministarci e non ne siamo capaci!!!
buttiamo a mare questa classe politica..l’unica cosa da bruciare e strappare è questo statuto unico..
Oltre la beffa, l’inganno….
Siamo in villeggiatuta da qualche giorno a S.Vito Lo Capo come ogni anno.
Conosciamo quelle zone da tanto tempo ormai e abbiamo assistito inermi al “rogo” impassibile di un degli angoli più belli di Sicilia: “La riserva dello Zingaro”.
L’inerzia,il degrado,le manovre che sotto sotto hanno permesso uno scempio naturale ci è rimasto nel cuore…
Abbiamo pianto e ci siamo sentiti inermi nonostante le nostre segnalazioni e i tentativi di correre al riparo… Niente da fare… Quell’angolo di paradiso non esiste più…
Ma se qualcosa si poteva fare per evitare il rogo dello Zingaro, qualcosa si può fare per un ambiente naturale proprio vicino a S.Vito lo Capo e Castellamare del Golfo: Le terme Naturali di Segesta!
Sono un’altro angolo di paradiso dove scorrono fiumi di acqua termale fredda e calda, dove tra vegetazione mediterranea e sorgenti purissime di acqua termali si consuma uno scempio immane… Luogo aperto e libero esso non è tutelato da alcun controllo,seppure fa parte della riserva di Segesta… Chilometri di spazzatura e immondizie costeggiano i fiumi dve vanno a bagnarsi le persone del luogo… Rifiuti edili di costruzioni abusivi si riversano nell’ambiente e non ultimo e gravissimo caso, le terme annesse, e si pensa con qualche permesso, stanno costruendo senza cartelli esposti al pubblico, piani di edificio sulle terme originarie,,, Costruzioni su costruzioni lungo la riva del fiume,così delicato e fragile, ed infine risalendo il fiume si intravede il culmine: GLI SCARICHI ABUSIVI DELLE ACQUE NERE DELLE NUOVE CAMERE IN COSTRUZIONE,delle teme sopra descritte, CHE SI VERSANO CON UN GRANDE TUBO A PRECIPIZIO LIBERO SUL FIUME… dove sia in estate che nelle altre stagioni bambini,famiglie ignare si bagnano…
UN VERSAMENTO ABUSIVO DI LIQUAMI SULLE ACQUE DEL FIUME CHE APPARTIENE A TUTTI NOI e questo da parte di coloro che usufruiscono delle acque termali con permesso demaniale!!!
FACCIAMO QUALCOSA!!! FERMIAMO QUESTO SCEMPIO!!!
Shara
L’unico modo di fermare questo scempio sarebbe sterminare la metà marcia della popolazione siciliana.
Sterminarla.
Senza Gesù, Giuseppe e Maria.
Senza alcuna pietà.
Perchè grazie a questi pietismi da santerellini in erba noi porgiamo l’altra guancia e loro la marchiano a fuoco.
Al rogo i rognosi, come le streghe.
Per fermare questo scempio, ci vuole un cambiamento radicale della nostra forma mentis! Bruciare la classe politica è giusto, strappare lo statuto unico è giusto! Ma nessun statuto e nessun politico,potrà mai inculcarci in mente di apprezzare in quale paradiso noi viviamo nella nostra Sicilia! Dovremmo valorizzarla e invece facciamo di tutto per annientarla, e non parlatemi di mafia, perchè non ho mai sentito un mafioso incitare qualcuno a sporcare le strade o le spiaggie o le nostre riserve! Siamo semplicemente un popolo incivile sotto molti aspetti, incuranti del bene comune,si passa sui cadaveri di innocenti per fare moneta, per raggiungere lo scopo del lucro, si è incuranti della vita e della salute altrui! Ma io mi chiedo e vi chiedo: ma che razza di popolo siamo?
Al di là delle reazioni emotive, il primo provvedimento da prendere sarebbe vietare l’accesso alla riserva dello Zingaro nei giorni di scirocco, quando, invece, si registrano i maggiori afflussi, dato che la gente è convinta, a torto, che quello sia un posto ideale per passarvi una giornata al mare.
NON E’ COMPITO MIO
Questa è la storia di quattro persone, che si chiamavano Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l’avrebbe fatto. Ciascuno, infatti, era in grado di farlo, ma, ahimè, Nessuno lo fece. Qualcuno si arrabbiò perché era un lavoro di Ognuno, ma Ognuno pensò che Ciascuno avrebbe potuto farlo, anche se, in effetti, Nessuno capì che Ognuno non l’avrebbe fatto. Così finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare. Così succede in Sicilia per gli incendi: chi dovrebbe prevenire non lo fa, chi dovrebbe spegnere non si sa, chi dovrebbe reprimere non ci sta.