Rabbia, indignazione e delusione. Sono questi i sentimenti provati da Carmela Daidone, assessore al Comune di Erice, per quanto è stato scoperto in queste settimane all’Asp Trapani: ritardi per gli esami istologici che hanno determinato due ispezioni – una regionale e una ministeriale – e la sospensione del direttore generale Fernando Croce. L’assessore, in una lettera aperta inviata ai giornali, lamenta i ritardi anche nei normali esami diagnostici. «Non è più tollerabile il fatto che bisogna aspettare anche fino ad un anno e mezzo per potersi sottoporre gratuitamente a un esame diagnostico che, nella maggior parte dei casi potrebbe evidenziare un serio problema di salute e dare quindi la possibilità di curarsi per tempo». Il rischio è quello che i malati oncologici, costretti a controlli periodici, se non hanno prenotato in tempo utile le visite, possono aspettare anche due anni per una visita specialistica. «Cosa diversa se i pazienti sono obbligati a scegliere di effettuare la visita a pagamento, perché in quel caso, in una settimana o al massimo 15 giorni il problema si risolve con costi molto spesso proibitivi».
L’assessore Daidone, dunque, si chiede se la sanità è veramente al servizio della società. «La nostra salute prima di tutto», dice l’assessore. «Saranno gli organi competenti preposti a fare chiarezza e a stabilire quindi le responsabilità e le disumane manchevolezze di coloro i quali hanno contribuito a scrivere questa scandalosa e orribile pagina di malasanità trapanese», spiega l’assessore Daidone.
L’assessore Carmela Daidone, assessore al Comune di Erice.