Manifestanti travestiti, un trumpiano seduto sullo scranno di Mike Pence per un selfie, un altro ancora sulla scrivania di Nancy Pelosi, e altri manifestanti immortalati accanto alle statue dei padri fondatori americani. Ieri sera in tv abbiamo assistito a scene dal film. Le immagini del Parlamento di Washington occupato dai sostenitori di Donald Trump è stato un colpo al cuore per tutto il mondo che ha seguito con apprensione e sdegno a ciò che è avvenuto nel Parlamento americano proprio nel giorno in cui si doveva ratificare l’elezione del neo presidente Joe Biden.

L’attacco al cuore delle istituzioni democratiche è avvenuto al termine del comizio “Save America” che l’ex presidente Donald Trump ha tenuto all’Ellipse, il parco a sud della Casa Bianca. Le parole di Trump sono state pesanti come un macigno: «Non riconosco la vittoria, Biden è un presidente illegittimo». Dopo l’attacco al Parlamento. I parlamentari erano riuniti in seduta comune per ratificare l’elezione del nuovo presidente Biden ma hanno dovuto interrompere i lavori e sono stati segregati in una zona sicura predisposta contro gli attacchi terroristici, altri sono stati evacuati. Il sindaco di Washington ha dichiarato il coprifuoco per le 18.

Quella di ieri è stata una pagina nera per la democrazia americana, con un bilancio provvisorio davvero incredibile: 4 morti, 13 feriti e 52 arresti. Nel frattempo il vice consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Matt Pottinger, si è dimesso. E non sarà, probabilmente, l’unica dimissione in seno all’Amministrazione americana. A Trump, intanto, Facebook ha bloccato i suoi profili (anche quelli di Instagram). È stato lo stesso patron del social, Mark Zuckerberg, a spiegare le ragioni: «Riteniamo che i rischi di permettere al Presidente di continuare a utilizzare il nostro servizio durante questo periodo siano troppo grandi. Pertanto, stiamo estendendo il blocco che abbiamo messo sul suo account Facebook e Instagram a tempo indeterminato e per almeno le prossime due settimane fino al completamento della transizione pacifica del potere».

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